Amniocentesi

Metodo tradizionale e metodo molecolare (CGH)

 

Amniocentesi

L’amniocentesi è un esame diagnostico considerato invasivo, che può essere eseguito tra la 15° e la 18° settimana di gestazione.
L’esame è finalizzato alla diagnosi di anomalie cromosomiche, di malattie genetiche o di eventuali infezioni presenti nel feto.

Come si esegue

L’esame si esegue introducendo un ago che attraversa la cute dell’addome materno, la parete dell’utero e la membrana amniotica (placenta) fino a giungere nel sacco amniotico da dove vengono prelevati circa 20 cc di liquido.

Il liquido amniotico prelevato dal ginecologo viene inviato a un laboratorio specializzato che eseguirà l’esame seguendo il metodo tradizionale o il metodo molecolare (CGH).

Metodo tradizionale

L’approccio tradizionale nella diagnosi prenatale di anomalie cromosomiche comporta la messa in coltura di cellule fetali ricavate da prelievi di liquido amniotico e la determinazione del cariotipo tramite l’analisi al microscopio dei cromosomi in metafase. Le colture cellulari impongono lunghi tempi di attesa che si aggirano intorno ai 15-20 giorni.

Il cariotipo tradizionale, inoltre, non garantisce che il feto sia esente da malattie genetiche o alterazioni cromosomiche (delezioni o duplicazioni) di piccole dimensioni. Infatti, questo tipo di esame fornisce informazioni solo sulle principali anomalie cromosomiche (ad esempio la trisomia 21, o Sindrome di Down, le trisomie 18 e 13, la monosomia X, o Sindrome di Turner) attraverso la determinazione dell’intero assetto cromosomico fetale.

Con il cariotipo tradizionale s’indaga essenzialmente su quelle forme patologiche che interessano il numero e l’aspetto grossolano dei cromosomi. Nulla si potrà sapere su piccole alterazioni dei cromosomi (che sono un numero elevatissimo, anche se piuttosto rare) o sulla conformazione dei geni che sono contenuti all’interno dei cromosomi.

Metodo Molecolare (CGH)

Grazie ai recenti progressi della citogenetica molecolare è adesso possibile esaminare i cromosomi in maniera più approfondita e accurata, utilizzando il cosiddetto Cariotipo Molecolare, procedura diagnostica che impiega una tecnica molecolare innovativa conosciuta come Array-CGH.

Essendo una tecnica molecolare non è necessario procedere alla coltura delle cellule. Con il Cariotipo Molecolare è possibile ottenere un’analisi cromosomica approfondita in soli 2-3 giorni, a differenza dei 15-20 giorni necessari con la tecnica tradizionale, riducendo al minimo i tempi di attesa dei risultati.

Un vantaggio non trascurabile che consente di:

  • escludere una patologia cromosomica entro pochi giorni dal prelievo;
  • ridurre l’ansietà della gestante;
  • gestire in largo anticipo un eventuale intervento terapeutico, in caso di risultato patologico;
  • evitare la ripetizione del prelievo dovuta alla mancanza di crescita delle cellule in coltura.

Affidabilità dei risultati

Questa tecnica innovativa si differenzia dal cariotipo tradizionale in quanto meno laboriosa e facilmente automatizzabile, e quindi meno soggetta a rischio di errore. Inoltre, alcune sue particolarità tecniche consentono l’accertamento anche dei mosaici (non inferiori al 10%), e coadiuvata dalla QF-PCR permette di determinare la stato di zigosità in gravidanze gemellari come pure la rapida identificazione di contaminazione materna che non è apprezzata dalla FISH e dal cariotipo.

Il cariotipo molecolare, a differenza dell’altra tecnica di amniocentesi rapida, la QF-PCR, fornisce in tempi similmente rapidi i risultati di eventuali anomalie a carico di tutti i cromosomi.

E’ importante sottolineare la necessità che questa tecnica sia utilizzata da laboratori dotati di provata competenza di genetica molecolare, nonché di esperienza nella interpretazione dei risultati prodotti dalla array-CGH.