Bi-test e Tri-Test

Test non invasivi su sangue materno

 

Bi-test

Il BI-TEST è un esame non invasivo, che si esegue su sangue materno (con un normale prelievo ematico) tra la 11° e la 13° settimana di gestazione.

Associato alla misurazione della translucenza nucale fetale (esame eseguito dal ginecologo), il bi-test misura la concentrazione dei livelli di free b-hCG (gonadotropina corionica) e PAPP-A (Pregnancy associated plasma protein, ovvero la proteina associata alla gravidanza), nel siero materno a 11–13 settimane di gestazione.  

Cosa fa?

Stima il rischio del feto di essere affetto da anomalie cromosomiche, in particolare trisomia 21 (sindrome di Down) o trisomia 18 (sindrome di Edwards). Può identificare condizioni di rischio particolari per alcune anomalie anatomiche (cardiopatie congenite) o placentari.

Con i test di screening del primo trimestre (translucenza nucale e bi-test) è possibile personalizzare il rischio di patologie al fine di valutare l'opportunità di eseguire esami diagnostici più approfonditi come villocentesi o amniocentesi.

Come tutti i test di screening, anche bi-test e translucenza nucale, non sono test diagnostici, essi esprimono la probabilità che si verifichi una patologia cromosomica e non sono da considerarsi, in alcun modo, un’alternativa all'amniocentesi o alla villocentesi.

 

Tri-Test

Il TRI-TEST è un esame non invasivo, che si esegue su sangue materno (con un normale prelievo ematico) tra la 16° e la 17° settimana di gestazione.

Il tri-test consiste nel dosaggio plasmatico di 3 sostanze presenti nel sangue materno: l'alfa-fetoproteina, il beta HCG e l'estriolo. Le concentrazioni delle tre sostanze, l'età della paziente e alcuni dati ecografici, inseriti in un software specifico, forniscono un’analisi statistica personalizzata del rischio di Sindrome di Down. Inoltre l'aumento di una delle tre sostanze (l'alfa-fetoproteina) può suggerire un incremento del rischio di difetti di chiusura del "tubo neurale" (ad esempio spina bifida - con conseguenti danni neurologici).

Cosa fa?

Stima il rischio del feto di essere affetto da anomalie cromosomiche, in particolare trisomia 21 (sindrome di Down) o trisomia 18 (sindrome di Edwards).

Come tutti i test di screening, anche tri-test non è un test diagnostico, esprime la probabilità che si verifichi una patologia cromosomica e non è da considerarsi, in alcun modo, un’alternativa all'amniocentesi o alla villocentesi.