Test Pre-Eclampsia (Gestosi)

Monitorare il rischio di Gestosi in gravidanza

 

Test Pre-Eclampsia (Gestosi)

La pre-eclampsia, chiamata anche gestosi, consiste nella comparsa di ipertensione associata a perdita di proteine nelle urine.

La patologia può insorgere nella donna in gravidanza dopo la 24° settimana di gestazione, causando l’insorgenza di gravi complicazioni, quali ritardo dello sviluppo fetale, distacco della placenta, insufficienza renale acuta, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni.

Il test di screening per la pre-eclampsia si effettua tra la 11° e la 14° settimana di gravidanza e prevede un prelievo di sangue, la misurazione della pressione arteriosa media materna e dell'indice di pulsabilità media eseguita dal ginecologo.

Cosa fa?

Il test di screening per la pre-eclampsia valuta il rischio d’insorgenza di gestosi durante la gravidanza, permettendo di identificare precocemente le donne a rischio di sviluppare la patologia e di programmare un attento monitoraggio della salute della gestante e del feto.

Cosa misura?

• evidenziazione di fattori rischio nella storia clinica della gestante e della sua famiglia;
• misurazione della pressione arteriosa e calcolo della pressione media (MAP) della gestante;
• misurazione dei livelli plasmatici di PlGF (Placental Growth Factor) e PAPP-A (Pregnancy Associated Protein A) attraverso un semplice prelievo di sangue materno;
• la misurazione delle dimensioni del feto (Crown Rump Length CRL);
• la misurazione delle onde Doppler velocimetriche delle due arterie uterine e calcolo dell’Indice di Pulsabilità medio (UAPI), eseguita dal ginecologo attraverso controllo ecografico.

Tutti questi dati vengono elaborati da un software che come risultato quantifica l’indice di rischio.

L’importanza del test è anche dovuta al fatto che le pazienti che sono a rischio possono essere sottoposte a un’opportuna profilassi in età gestazionale precoce. Dati recenti, infatti, hanno evidenziato che nelle donne che presentano un elevato rischio di sviluppare pre-eclampsia la semplice somministrazione di aspirina a basso dosaggio o di altri farmaci, prima della 16° settimana di gestazione, permette di ridurre fino del 50% l’incidenza e la gravità della patologia.